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Via le buste arancioni: ​nessun calcolo dell’Inps

Il governo comincia a limare la struttura dell’Inps. Come è noto dopo la scadenza del mandato di Tito Boeri, presidente dell’istituto di previdenza sociale, arriverà un Consiglio di Amministrazione che prenderà il timone dell’ente. E i gialloverdi hanno già predisposto la voce di spesa per pagare i nuovi consiglieri. Come? Tagliando l’invio delle buste arancioni prevsito per febbraio. In questi ultimi tre anni, come ricorda laStampa, migliaia di lavoratori hanno ricevuto questo documento Inps che di fatto anticipa una proiezione sull’assegno previdenziale. Uno strumento molto utile per capire quale sarà l’importo della pensione in futuro. Una modalità di calcolo che di certo, con l’introduzione di Quota 100 avrebbe consentito un calcolo sull’assegno per chi ha il dubbio su quando andare via.

Ma adesso, come viene indicato nella relazione tecnica sul decretone sulle pensioni, la busta arancione resterà in mano al mittente e la quota di risorse risparmata verrà impiegata per pagare i nuovi consiglieri: “I compensi dei consiglieri saranno determinati con decreto del ministro del Lavoro di concerto con quello dell’Economia senza nuovi oneri a carico dello Stato. Infatti è previsto che ciascun ente previdenziale riduca le proprie spese di funzionamento a compensazione del maggior onere relativo ai suddetti compensi”. Una mossa, quella del governo, che va a smontare una delle iniziative più “sponsorizzate” dal presidente Boeri. Il braccio di ferro con l’attuale governance dell’Inps passa anche da questo.

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