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Decreto dignità passa alla Camera con 312 si e 190 no astenuto 1

Alle undici di sera il decreto «dignità», primo vero atto di legge del governo di Movimento 5 Stelle e Lega, viene approvato dalla Camera con i voti della maggioranza. A Montecitorio il margine è ampio: i sì sono 312, i no 190, un solo astenuto. Un risultato in linea, al netto delle assenze, con la fiducia al governo di due mesi fa, quando i favorevoli erano stati 350, i contrari 236, gli astenuti 35. Adesso il testo passa al Senato, dove il governo punta all’approvazione entro la prossima settimana, prima della pausa estiva. I tempi sono strettissimi e quindi non ci dovrebbero essere modifiche. Nell’ultima seduta sono stati approvati dei ritocchi proposti delle opposizioni, in cambio del ritiro di molti emendamenti, in modo da chiudere la discussione nei tempi previsti, anche per la diretta tv del voto finale. Un accordo che alla fine ha retto. Ma con parecchia tensione. Oltre che contestare i contenuti del decreto, i partiti della minoranza hanno lanciato al governo accuse di «fiducia mascherata» e di aggiramento del ruolo del Parlamento.

Tra i ritocchi varati in extremis c’è l’obbligo della scritta «Nuoce gravemente alla salute» per le slot machine e i Gratta & Vinci, l’aumento delle sanzioni in caso di violazione del divieto di pubblicità per giochi e scommesse, una limatura alle misure anti delocalizzazioni, con lo stop al recupero dell’iperammortamento per le aziende che usano solo temporaneamente all’estero i beni acquistati grazie all’incentivo. Era passata finora inosservata un’altra novità: lo sconto sui contributi per chi assume un lavoratore con meno di 35 anni verrà non solo prorogato per le aziende ma anche esteso alle famiglie che mettono sotto contratto colf, badanti e baby sitter. La questione andrà dettagliata con un provvedimento successivo ma al momento il lavoro domestico non è escluso dallo sconto cui contributi. Per questo Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf, l’associazione delle famiglie datrici di lavoro che stima il risparmio fino a 500 euro l’anno, parla di «svolta importante anche per contrastare il lavoro nero».

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Politica

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