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Bambino scomparso a Mirandola è stato ritrovato a Comacchio

Cos’ha spinto Mohammed, 11 anni, il bambino pakistano scomparso venerdì da Mirandola e ritrovato a Comacchio, ad allontanarsi dal civico 10 di via de Amicis dove viveva con i suoi zii? Una situazione di disagio dalla quale ha deciso di scappare? Questo è uno dei sospetti che gli inquirenti e i servizi sociali saranno chiamati a chiarire prima di riaffidare eventualmente il piccolo Mohammed agli zii. Del resto è stato proprio l’undicenne, al momento del ritrovamento, a spiegare che “gli zii mi picchiano”. Una ricostruzione respinta dalla zia del bimbo, Sobia Liaot, che come riportato da Il Resto del Carlino spiega:”Il bambino è trattato come i miei due figli naturali; quando sono birichini prendono le pacche, ma non l’ho mai picchiato con un bastone di ferro. Sono responsabile di Mohammed, e con lui sono severa, ma lo sono anche con i miei due figli di 4 e 7 anni”. La donna ripete che “non è vero”, che il bambino viene maltrattato. Poi aggiunge:”Se non vuole più tornare a casa non so cosa dire”.

Di parere diverso rispetto alla moglie, evidentemente più deciso a riportare a casa il nipote, è lo zio di Mohammed. L’uomo, Mohammed Sarwar, come riporta Il Resto del Carlino assicura:”Io voglio che torni a casa con noi perché è sangue del mio sangue, e figlio del mio povero fratello morto due mesi fa a 35 anni, e se ogni tanto gli do qualche sculacciata è per il suo bene. Non voglio che da grande faccia l’operaio come me, ma che studi e diventi una brava persona con un lavoro importante, lui è un bambino molto intelligente”. Per il momento, però, il Servizio Tutela Minori dell’Area Nord vuole andarci coi piedi di piombo. La responsabile Federica Pongiluppi ha dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni di eventuali maltrattamenti:”Ora sappiamo, prima non sapevamo nulla. Il bambino è attualmente in custodia ai servizi sociali di Comacchio”.

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