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Punti di contatto e compromessi tra i programmi di Lega e M5S

Ore decisive nei palazzi della politica, dove il tavolo tecnico fra Lega e Movimento 5 Stelle si prepara a presentare il nome da sottoporre al capo dello Stato per la premiership ed il programma messo nero su bianco nel cosiddetto contratto di governo. Nell’attesa degli ulteriori sviluppi, in rapida evoluzione, il sito delle piccole-medie imprese pmi.it ha messo in fila i punti in comune alle due forze politiche sui temi relativi all’economia e alla previdenza.

E’ il tema su cui si registrano le convergenze più evidenti. Nei due programmi spiccano abolizione Legge Fornero (con una connotazione più rigida da parte della Lega e più morbida da parte dei 5Stelle) e nuove opzioni di flessibilità in uscita. Ovviamente, tra la teoria e la pratica di strada ne passa. Bisognerà prima fare i conti con le coperture. Le due ipotesi più gettonate (con qualche differenza nella modulazione): pensione anticipata con 41 anni di contributi e pensione di anzianità con quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contributi versati). Altro punto in comune, la proposta di estensione Opzione Donna, una forma di pensione anticipata riservata alle donne con 35 anni di contributi e 57 o 58 anni di età (rispettivamente, se lavoratrici dipendenti o autonome).

Il programma potrebbe poi vedere un punto di sintesi fra i due cavalli di battaglia in materia di welfare e lavoro: il reddito di cittadinanza dei pentastellati e l’ipotesi leghista di un salario minimo garantito. Sono due strumenti diversi: il primo è un ammortizzatore sociale universale che garantisce un reddito ai disoccupati, il secondo stabilisce una soglia di salario minimo garantito per tutti i contratti. Il compromesso potrebbe essere una sorta di ammortizzatore sociale, limitato alle famiglie in difficoltà, legato a un programma di inserimento al lavoro: si tratta delle caratteristiche di una misura già esistente, il REI (reddito di inclusione) di cui evidentemente si studierebbe un potenziamento.

Tutti d’accordo sul no all’aumento IVA attraverso un nuovo congelamento o l’abolizione delle clausole di salvaguardia che prevedono, in mancanza di altre coperture di Bilancio, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dal 2019. Per il resto, le proposte elettorali erano molto diverse (la flat tax leghista al 15%, ad esempio, non condivisa da 5Stelle), occorrerà vedere come verrà modulato un programma comune. In generale, le due forze politiche sono d’accordo sulle semplificazioni fiscali, sia per i contribuenti sia per le imprese, e su una politica fiscale più favorevole al ceto medio, al lavoro autonomo, alle imprese.

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Politica

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